Nikon schema
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Il futuro delle reflex

Ultimamente mi sembra di vedere una vera e propria gara a chi cell’ha più lungo, nel campo delle reflex.
Tutte le ultime uscite, particolarmente in casa Nikon – purtroppo – sono tentativi di raggiungere o sbalordire la concorrenza sfoggiando sensori con dimensioni esagerate e ben poche altre reali innovazioni.

La mia impressione è che il concept della reflex, per come l’abbiamo conosciuto fin’ora, sia piuttosto moribondo e destinato a degna sepoltura nel prossimo futuro. Negli ultimi 5 anni, con la disponibilità nel mercato dei poveri mortali di alcune tecnologie prima riservate a corpi professionali da 5mila dolla, s’è vista un’incredibile corsa alla reflex da parte di chiunque, anche da quelli (e son tanti!) che poi l’hanno relegata a bridge di lusso mantenendo la sola ottica del kit o comprando un tuttofare più o meno decente (come i vari 12-200). E quindi, visto che sono i numeri che fan colpo sul grande mercato, via a spingere sensori ultrapixellati che – lasciatevelo dire, figli miei – non servono ad una fava. Senza se e senza ma.

A tutti gli effetti, una reflex è impegnativa, per quanto buona: pesante, generalmente costosa, delicata. Insomma, non è quel genere di macchina fotografica che porti sempre in tasca; per quello ci sono gli smartphone – che personalmente non riesco ancora a concepire come camera – o le compatte… o le nuove micro quattro terzi.

E’ un prurito che ho da qualche tempo, quello della m4/3: da diverse considerazioni di Thomas Leuthard (scaricatevi i suoi ebook sulla street photography, se ancora non lo avete fatto!) e forse da quell’aria un po’ vintage che hanno tutte le m4/3 ho cominciato a spulciare qualche recensione qua e là, dando un’occhiata alle varie Panasonic Lumix G Micro, Fujifilm X-Pro1, pure alla Nikon1. Se non sapete di cosa sto parlando, qui trovate la risposta.

Ieri, nelle varie fotoletture quotidiane, mi sono imbattuto in questo articolo di Andy Hendriksen, dove spiega come e perché ha venduto il suo intero corredo reflex per l’ultima micro4/3 di casa Olympus.
Una mossa sicuramente coraggiosa, anche un po’ azzardata dal mio punto di vista: un testone e mezzo (prezzo della Oly OM-D E-M5) per un sistema che sostanzialmente replica quello precedente, aggiungendo alla compattezza della macchina – splendida, per carità, averceli li spenderei di corsa! – il grip, il flash e 3 ottiche.

Mossa che mi ha spinto a chiedermi se farei lo stesso. Certamente dopo essermi sudato il mio corredo – che resta pur sempre un corredo amatoriale – ci penserei bene nel sostituirlo con una micro quattro terzi; è anche vero, però, che dagli ultimi trend quest’ultima sembra essere il futuro delle macchine fotografiche, raggiungendo quasi la qualità di scatto di una reflex ad una frazione del suo peso e impegno, e con uno stile retrò che non potrà dispiacere a molti fotografi di una certa data.

Insomma, sicuramente le reflex continueranno a mantenere il loro segmento di mercato, specie nel professionismo, ma mi chiedo se la strada per l’amatore evoluto non sia proprio la m4/3, che al pari dei vari Instagram/smartphone rende possibili scatti istantanei (perché ce l’avete in tasca), condivisione immediata, e ottima qualità.

Voi che ne pensate?